incoerenza legittima

Qualcuno mi ha chiesto perché non voto movimento a 5 stelle. Gli/le ho detto che non voto perché questa legge elettorale non mi permette di esprimere una preferenza democraticamente. Il principio di pluralità è stralciato così come il diritto di democrazia diretta. In secondo luogo, pur trovandomi con alcuni punti del programma del movimento, la cosa che più non digerisco, è la mancanza di coerenza spudoratamente ridicola e tragica allo tesso tempo. I leghisti criticano Roma ladrona, le istituzioni italiane, vogliono la secessione, non si sentono italiani e pur sono inseriti in tutti i posti, dal nord al sud, di responsabilità pubblica. Mi chiedo: ma se non volete essere italiani perché volete rappresentarci? Il presidente della regione veneta rappresenta i veneti, ossia gli italiani del Veneto nella loro regione.

Per quanto riguarda i grillini, invece, quelle stesse persone del movimento che stanno gridando al golpe Renzi, perché non votato democraticamente (a me questo governo fa letteralmente schifo), si trovano a sedere nel palamento Italiano con la stessa legge elettorale che ha permesso al presidente del consiglio italiano (attuale e quello precedente), di essersi autoeletto; una legge che non  permetta di esprimere un voto di preferenza è una legge che ha letteralmente ignorato il principio di pluralità. Quello che stiamo assistendo è la devianza ritualistica definita da Merton: “si criticano i fini ma allo stesso tempo si accettano i mezzi per poterli realizzare”. (+blogger)

la nuova legalità

Mi aiutate a riconoscere le Istituzioni? Ho un problema, credo serio, ed è per questo che chiedo aiuto. Sento spesso parlare di malavita e di camorra nel rione, di spari e di abusi, di maleducazione e di mancanza di senso civico. Premesso che contesto certi atteggiamenti, quello che non capisco è come sia possibile che certe etichette siano affibbiate a tutti i 60mila abitanti. Il giornalista di turno ha sempre la soluzione con le sue belle parole, come se conoscesse uno ad uno i cittadini della Sanità. Ma questa è una questione vecchia. Anche certi preti e certi politici credono che nel rione ci siano persone “disponibili”, quasi come se si potessero forgiare grazie alla loro pseudo intelligenza. La gente non è aperta, sono conniventi, non denunciano, tutto sommato stano bene e sono loro che vogliono questo stato di cose. C’è un dislivello di opinioni e di atteggiamenti tra chi vive il quartiere e chi lo visita. Così come tra chi è parlamentare, chi vuole i voti per “il bene degli altri” e l’elettorato attivo. Se in un quartiere le Istituzioni sono assenti come si può pretendere che la gente le identifichi o le distingua? Diversi anni fa ho conosciuto una persona disabile che aveva una grave malattia respiratoria, mi disse che tramite Asl, medici e certificati ospedalieri vari, non era ancora riuscito ad avere il riconoscimento della legge 104/92 e l’accompagnamento, nonostante la sua deficitaria salute. Mi disse ancora che si era rivolto ad un politico di turno che a sua volta conosceva un medico che gli avrebbe potuto sicuramente accelerare la pratica.

Se in un paese dove tutti sono uguali (come nel nostro, si fa per dire), uno tizio che ha gambe, spalle, bocca, naso, piedi, mani, parla, cammina, gesticola… riceve al mese 250mila euro di pensione e invece un altro tizio che ha le stesse gambe, spalle, bocca, naso, piedi, mani, parla, cammina, gesticola… ne riceve 400 di euro al mese bhè, in questo caso direi che l’uguaglianza in termini sostanziali è una barzelletta e che il principio fondamentale della Costituzione è una beffa. Se elenchiamo tutte le differenze economiche, l’Italia è uno dei paesi più diseguali del mondo. Se questo principio è cancellato, cancellato è anche quello della pluralità e della giustizia. Se un condannato può dettare riforme, se fonda un partito politico, se un governo governa senza che nessuno l’abbia richiesto o votato, se i soldi pubblici sono sprecati, se i finanziamenti regionali sono pilotati, se i consiglieri comunali parlano una lingua e la gente dello stesso Comune un’altra, se la tv racconta frottole, se i giornali e i giornalisti scrivono seguendo i soldi dell’editore, se chi ricopre una carica di responsabilità massima è un  incompetente, se i concorsi pubblici sono segnati e, in quest’epoca, anche finiti, se tutto ciò è possibile per giunta in un paese che ha lottato per difendere il lavoro e i lavoratori e che ha lottato per difendere i poveri e i deboli, allora proprio non riesco ad immaginare perché tanto scandalo e scalpore quando un camorrista di dichiara di essere tale, quando un ragazzino chiede ad un commerciante il pizzo, quando la malavita organizza la sua attività nel rispetto delle regole e della organizzazione.

Nulla che voglia giustificare gli atti criminali, ma la confusione tra la legalità e l’illegalità ha generato una nuova drammatica e innovativa definizione. Questa definizione è controversa ma ben capita ed è attuata in funzione di una mancanza sostanziale. Laddove lo spazio tra i livelli dell’equilibrio manca si genera, a secondo della conformazione, un circolo virtuoso o vizioso. Nel nostro caso è vizioso, appare normale proprio perché origina soluzioni. Creare soluzioni e benessere è il principio ultimo delle Istituzioni. La stragrande maggioranza delle persone che vivono in questo paese ha dalla sua parte il silenzio. L’Italia è un paese giovane mentre il rione sanità ha millenni di storia. Ciò che viene descritto e scontato è solo la parte inquinata, inquinante e minoritaria che ha dalla sua variabili determinanti come la possibilità, l’economia, il potere e il prestigio. [+blogger].      

i raee di napoli


A partire da sabato 29 marzo fino a sabato 3 maggio Napoli vive un programma di eventi di educazione ambientale e di raccolta differenziata dei RAEE promosso da Asia Napoli, dall’Assessorato all’Ambiente del Comune di Napoli, da Associazioni Ambientaliste, dalle scuole, e dalla cittadinanza attiva napoletana.

Il 5 Aprile quartiere Stella piazza Sanità dalle ore 09,00 elle ore 14,00

Alcuni esempi di RAEE che potranno essere consegnati nei 10 punti di raccolta ASIA 

Ferri da stiro, tostapane, friggitrici, frullatori, macina caffè elettrici, apparecchi tagliacapelli, asciugacapelli, spazzolini da denti elettrici, rasoi elettrici, apparecchi per massaggi, sveglie, orologi da polso o da tasca. Bilance, personal computer, computer portatili, monitor, mouse, tastiera, notebook, agende elettroniche, lettori MP3, calcolatrici tascabili e da tavolo, proiettori, telefoni, telefoni senza filo, telefoni cellulari, caricabatterie, segreterie telefoniche, fax, apparecchi radio, videocamere, videoregistratori e apparecchi per la riproduzione video in genere, registratori musicali, amplificatori audio, strumenti musicali elettrici ed elettronici, apparecchi di illuminazione (senza la lampadina), treni elettrici e auto giocattolo, giocattoli elettrici in genere, consolle di videogiochi portatili, videogiochi

Frigoriferi, Lavatrici, Lavastoviglie, Asciugatrici, stufe elettriche, forni a microonde, ventilatori, scope elettriche.

loro di napoli

Si, avete letto bene. Loro senza apostrofo, per indicare quanti ci hanno creduto fin dall'inizio, ormai cinque anni fa e quanti (pochi in verità, ma per un contesto come il nostro è già una piccola vittoria). Mi riferisco al microcredito alla Sanità di Banca Etica di cui ricorrono i 15 anni dalla fondazione e che in collaborazione con la Rete Sanità ha organizzato l'incontro di sabato 15 nella sala conferenze della chiesa dei Vincenziani  ai Vergini.

Un'occasione per fare un primo bilancio dell'iniziativa, discutere sui limiti e le possibilità e cercare di rilanciare e, possibilmente migliorare, anche sotto l'aspetto comunicativo. C'erano anche alcuni ragazzi del Nuovo Teatro Sanità che ci hanno trattenuto con un saggio della loro arte, i ragazzi dell'Alberghiero che hanno preparato il rinfresco. Non c'era molto pubblico locale, come era del resto prevedibile, ma è stato bello comunque vedere tante facce giovani, auspicando un incremento ulteriore, poiché dove c'è nuova linfa, c'è anche una maggiore qualità comunicativa.

Tra le testimonianze che si sono succedute da Renato Briganti di Mani Tese Napoli, al presidente dell'Associazione Marco Mascagna, quella più significativa è stata di un giovane papà del quartiere che, grazie al Microcredito è riuscito ad avviare un negozio di bomboniere e potere così mantenere se stesso e la famiglia senza essere costretto ad andare via e lasciare casa e radici. Questo è molto importante, perché se cresce il Microcredito può crescere l'economia di un quartiere che vive una situazione assurda: da passaggio obbligato per la nobiltà e per la corte reale, enclave artigiana, a ghetto nel cuore della città storica.

Certo questa iniziativa non può risolvere i nostri mali secolari, ma  può essere un incentivo per iniziare ad uscire lentamente da una mentalità di delega e di eterna attesa dall'alto di quello che non è niente di più e niente di meno che un diritto inalienabile dell'uomo: lavoro e dignità! [vincenzo minei]

evento rete sanità



pericolo tombino

PERICOLO: tombino spaccato, voragine profonda alla via Sanità dopo la basilica di santa Maria della Sanità (detta san Vincenzo) e il ponte direzione Fontanelle. Attenzione particolare soprattutto per i bambini e le moto. Intervenga la Municipalità.   





tempo umano

Basta guardare su internet o su molti libri di storia dell’arte per capire che il rione Sanità è un luogo ricchissimo.  Da secoli tutto è rimasto com’è, le cape di morta stanno al loro posto, così come gli ipogei, le catacombe, i palazzi del Sanfelice. E’ cosa risaputa che da qui non si muoveranno. Potremmo parlarne o no, essa resteranno nel quartiere per sempre. Quello che invece molti non sanno, o fanno finta di non sapere, è il fatto che oltre all’arte e alla storia qui, in questo luogo, c’è la gente: ci sono lavoratori, gli artigiani, i piccoli imprenditori, i disoccupati. Investire sulla gente non sembra essere un business, cosa si può ricavare da questa massa di degenerati?

Un tempo l’economia del rione girava intorno ai guantai; vicoli, vie, piazze, salite e discese… tutti lavoravano a contatto con la pelle. Uno studio fatto di recente ha dimostrato come il quartiere fosse un piccolo distretto industriale del guanto. Ma anche le sigarette di contrabbando hanno fatto la loro parte nell’economia così come i falegnami, i ciabattini, i venditori ambulanti. Questi rivoli di economia sono stati il fulcro di una società che un tempo si aggrappava alla famiglia, una famiglia che cresceva usando le proprie strategie e iniziative, una famiglia che si allargava per sopravvivere così come per costruire avendo a diposizione un capitale umana, la creatività, la bravura.

Se tutto questo fosse rivisto come “merce di scambio partecipe”, se si considerasse prima l’uomo e poi la [sua] storia, in questo caso l’arte del rione avrebbe un posto più consono nella gestione. Il capitale umano è di gran lunga più importante di quello artistico. Esso è variabile ed è per questo che deve essere gestito bene; può crescere, svilupparsi, migliorarsi fino a diventare straordinario. Il capitale umano è la variabile indipendente, è una risorsa concreta, è la vita che si riappropria della sua sopravvivenza, non si trasforma ma si lascia trasformare. [+blogger]   

filo pericoloso

Filo pericoloso, quasi altezza uomo, 
in piazzetta san Severo a Capodimonte. 
Sembra filo cavo elettrico alta tensione. Chiediamo intervento immediato delle autorità competenti.    






il carnevale del rione


chi rosica non risica

Il fioraio, il macellaio, la pizzeria e il negozio di scarpe hanno chiuso. Queste attività commerciali sono state rimpiazzate da agenzie di scommesse, pubblicizzate su tutti i canali sportivi. È un controsenso, mentre il lavoro scarseggia aumentano le attività per buttare meglio i soldi?! Due euro non sono poi così tanto, se ne possono sempre vincere 200. Qui nel quartiere, così come del resto in tutta Napoli e anche nelle altre città italiane, grandi e piccole, giocare per vincere è un hobby psicologico, un fattore quasi naturale, dopo la finzione (si scherza). Ma nei momenti di crisi le alternative non sono mai errate anche se deleterie. Dov’è finito il gioco del lotto? Ha cambiato nome, adesso si chiama lottomatica. La speranza è rischiosa e la si porta appesa ad un filo; chi non risica non rosica, e chi rosica può arrivare fino all’osso. Ma in tempi di decadenza, come la decadenza del nostro nuovo Governo, si deve per forza sognare avendo una buona dose d’illusione dalla parte giusta. Non è poi così sbagliato vincere dei soldi per mangiare. Dalla parte di un senza lavoro, con prole, vincere un terno secco è come avere una benedizione. Chi l’ha realmente ottenuto è andato scalzo, il lunedì dell’angelo, a Madonna dell’Arco.

Non può e non deve fare scalpore il poveretto che butta 5 euro per far vincere il suo inganno. Del resto in ogni momento storico vale la massima: Mors tua vita mea. L’accanimento del bisognoso è parte integrate della speranza, è la vita che si ribella alla privazione. Ma non giocano anche i ricchi? Una canzone di diversi anni fa diceva pressappoco così: “il ricco è un mendicate che chiede di continuo senza mai dare nulla in cambio”. La possibilità di vincere è uguale a zero, così come la probabilità che in definizione non esiste. Non esiste il 50% di possibilità, è una finzione. La probabilità non esiste ed è spiegata in tutti i libri di statistica. Una moneta ha una testa ed una croce. Lanciata nell’aria, quando la raccogliamo, la parte visibile è una sola, o la testa o la croce. Questo ci indica che, per il 50% possiamo raccogliere la monete con la testa capovolta e viceversa. Ma non ci dice che è probabile per il 50%, ci dice che possiamo raccoglierla; infatti, se indichiamo un valore assoluto, ad esempio, 100 volte lanciamo la moneta nell’aria e la raccogliamo, la probabilità che esca solo la testa o solo la croce è pari a zero o 100. Io posso lanciare una moneta è raccogliere per ben 100 volte o solo la testa o solo la croce e non c’è nulla che può provare il contrario. [+blogger]