l'occhio bendato

Una questione "spinosa" quella delle telecamere poste nei pressi dell'Istituto Lezzi. Insomma un cittadino si indigna, indaga e scopre che le telecamere non sono vere. E' una bufala "solo per tener lontano i malfattori e chi versa rifiuti in modo indiscriminato". Comunque è una presa in giro perché alcune mamme hanno creduto realmente che fossero accese. Giusta la critica e giusto che venga chiesto scusa da parte della presidente della III Municipalità. 

Premetto che le telecamere sono odiose, ma non credo sia una accusa gravissima, in fondo la Di Sarno ha voluto fare qualcosa, in modo ridicolo, ma l'ha fatto. Piuttosto mi chiedo se le spese per l'installazione fasulla sono state contabilizzate, e se sì, vorrei proprio sapere "a quanto ammonta il danno". Da quando la presidente si è insediata non ho sentito altro che dire: "nessuno si occupa della III Municipalità, noi non possiamo fare niente, abbiamo le mani legate".

Una foto che è stata scattata nel gennaio di quest'anno ha ritratto una voragine enorme in via san Gennaro dei poveri; dopo 4 mesi un'altra foto (sempre nella stessa via) ha ritratto la stessa voragine allo stesso punto: praticamente la stessa. Mi chiedo anche questo problema non è competenza della III municipalità? [+blogger]      

siani e sanitansamble

Una delle cose più riuscite nel quartiere in questi ultimi anni è l’orchestra Sanitansamble. Cinquanta , sessanta bambini e adolescenti del rione, senza mai aver studiato musica prima, hanno imparato a suonare il violino, la chitarra, il flauto, le percussioni. Suonano per Napolitano, per la rai, per il San Carlo di Napoli... Insomma un quartiere ghetto che propone la musica e che con essa fa cultura. Penso che c’è una particolare forma artistica in tutto questo: arte e musica come nelle più antiche tradizioni si incontrano scegliendo uno dei rioni più caratteristici della storia di Napoli.

Quando il 9 luglio di quest’anno si è conclusa la festa organizzata dalla fondazione san Gennaro la sensazione che ho avuto è stata quella che il “comico”, Alessandro Siani, si è fatta una gran bella pubblicità. Un “peccato” degli organizzatori? Forse è solo la concezione economica che ha voluto la quantità e non la qualità? La risposta la conosce chi l’ha scelto, spero. Una estrema personalizzazione sianesca che ha poco di comico e niente di arte e di cultura. Personalizzazione finanche nel titolo dell’evento che ha richiamato i due film benvenuti a sud/nord, dedicandogli persino l’ultima serata finale.

Oltre Peppe Barra, non sarebbe stato meglio invitare Silvio Orlando? La cosa che mi ha sempre irritato fin da piccolo è quando vedo qualcuno che si prende i meriti per non aver fatto nulla. Nel quartiere poi quest’ultima affermazione è particolarmente evidente. E’ vero, è il nostro tempo che ci impone tale grettizzazione, ma un evento come sanitansamble non può scendere a patti con il pressappochismo; non può perdere la sua consistenza così come la sua bellezza. È un sacrilegio. Il rione che trasporta arte attraverso i suoi bassi e la sua gente, la sua melodia, si vende al miglior offerente per inesperienza?  

Ma non è così, perché in questo caso non si sarebbe fatto "fregare" da un comico/attore che non ha niente di tutto ciò. [+blogger]          

alla regione campania

Il Comitato per la difesa del Diritto alla Sanità Pubblica

ha sentito forte l’esigenza di recepire il disagio dei cittadini della Regione Campania rispetto alla qualità dell’assistenza sanitaria, percepita come qualitativamente insoddisfacente e quantitativamente insufficiente, e di lanciare un appello alle Autorità della Regione Campania affinché vengano messe in opera azioni volte alla reale tutela dei Malati, in particolare di coloro che, nell’attuale  congiuntura economica, versano in condizioni socio-economiche precarie e le comunità che per motivi ambientali sono più esposte al rischio di malattie.

La crisi finanziaria che, negli ultimi anni, ha investito il nostro Paese e che ancora non ha esaurito i suoi effetti devastanti, ha fatto esplodere nella nostra Regione tutte le contraddizioni della gestione politica della Sanità improntata all’ottica del risparmio e questi effetti negativi si sono ripercossi principalmente sulle classi sociali più povere.

La nostra regione notoriamente ha tassi di disoccupazione altissimi  e con essi fenomeni di precariato e lavoro nero da sempre preoccupanti. A ciò si aggiunga la serie di effetti patogeni che stanno provocando  e continueranno a provocare le migliaia di discariche abusive  che contengono materiali tossico-cancerogeni arrivate nel nostro ambiente attraverso le ecomafie.

Si consideri inoltre che la Campania risulta da decenni in ritardo  nella costruzione della rete oncologica regionale che sarebbe stato un argine all’incremento delle malattie tumorali, diretta  conseguenza dell’inquinamento  da tossici industriali insieme a tutte le malattie degenerative ad essi connessi.

Si capisce quindi  bene che è stata una pura follia la riduzione dei servizi  attuata in questi anni di “austerity”, l’aumento dei costi sanitari e della partecipazione di spesa ,  il tutto finalizzato al pareggio di bilancio    mostrato ai governi centrali come un trofeo di cui andare orgogliosi. 

Non si può essere orgogliosi se la Campania  risulta all’ultimo posto nazionale nella classifica dei LEA,  se  gli indici di mortalità evitabile  delle nostre strutture sanitarie –anche quelle presentate come eccellenze- sono  molto al di sotto degli standard nazionali, se ,in piena crisi ambientale, solo due AASSLL campane hanno avviato gli screening di base, se i nostri Pronto Soccorso (i pochi aperti) divengono dei lazzaretti  appena  si propaga un’epidemia influenzale.

Non si può essere orgogliosi se accanto a questi dati vergognosi, si assiste al propagarsi e perpetrarsi dei privilegi e delle forme di gestione privatistica delle strutture pubbliche:  i policlinici  e gli ospedali “Azienda” come il Monaldi, mentre il Cardarelli a pochi passi scoppia di barelle, si riservano  la facoltà di ricevere solo  pazienti selezionati, rifiutando  tutte le urgenze,nonostante che un obbligo di legge  sancito da quasi 30 anni  li obbligherebbe ad aprire le loro porte ai casi critici.

Non si può essere orgogliosi di un’assistenza oncologica disorganica che costringe pazienti anziani, spesso  privi di autonomia e mezzi propri, a praticare terapie complesse ( chirurgica, radioterapica e chemioterapica) in tre o più ospedali della stessa ASL ( la Napoli1) in posti difficili da raggiungere  e senza la possibilità di avere valutazioni tempestive da commissioni  unitarie polispecialistiche, con il risultato  di livelli di sopravvivenza al di sotto della media nazionale. 

L’art. 32 della Carta Costituzionale sancisce: “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti ” e, quindi,  fa obbligo allo Stato di adottare ogni iniziativa, correlata alla disponibilità delle risorse realmente esistenti,  finalizzata al conseguimento di tali obiettivi.

Nella Regione Campania tale dettato costituzionale non ha trovato finora una soddisfacente realizzazione. Riteniamo, infatti, che l’attuale condizione dell’assistenza sanitaria nella nostra Regione violi il diritto alla tutela della salute sancito dalla Costituzione.

Il rientro della spesa sanitaria regionale è stato perseguito con tagli lineari che si sono abbattuti sul personale e l’aumento dei tickets sanitari.

Oggi mancano nella Sanità Pubblica complessivamente ben 11.000 unità di personale: ne consegue l’aumento di ore di lavoro straordinario e l’effettuazione di turni massacranti per il personale medico e del Comparto in violazione palese della normativa nazionale e della direttive della Comunità Europea.

La chiusura nella città di Napoli dei Pronto Soccorso dei PP.OO. Incurabili, Ascalesi e San Gennaro, senza la contestuale apertura dell’Ospedale del Mare, ha determinato l’intasamento ed il malfunzionamento degli altri Ospedali cittadini, già ai limiti del collasso.
Pertanto, la dignità dei Cittadini sofferenti e le professionalità di Coloro (Medici, Infermieri, etc.), che operano in tali condizioni, vengono fortemente penalizzate.
I tempi di attesa sono dilatati, il comfort ambientale è fatalmente precipitato a livelli inaccettabili.



          Il COMITATO per la Difesa del Diritto alla Sanità Pubblica

ritiene che il riordino strutturale del Servizio Sanitario Regionale, correlato alla disponibilità delle risorse, debba essere una priorità del Consiglio e dell’Esecutivo Regionali.
Esso va razionalizzato ed ottimizzato, nel rispetto della persona, secondo  i criteri di giustizia, efficienza, efficacia ed economicità, e non solo sotto il profilo ragionieristico del pareggio di bilancio con una reale integrazione tra pubblico e privato convenzionato nell’interesse esclusivo del cittadino ammalato. Solo in questo modo sarà possibile avviare un percorso di reale umanizzazione del nostro Servizio Sanitario Regionale.

Chiede

1.   Che vengano “realmente” applicate le Leggi Regionali che prevedono:
·        la rete dell’emergenza regionale, che garantisca una parità reale di tutti i cittadini, nonché la rete dell’emergenza cardiologica e quella per il paziente con ictus, strutturalmente legate alla rete della riabilitazione;
·        l’assistenza e l’ospedalizzazione domiciliare per anziani e disabili,sino alle RSA realmente dimensionate per le esigenze regionali. 
·        la rete dei Servizi Territoriali;
·        la      rete   oncologica regionale, dai servizi di diagnosi precoce territoriali provvisti di adeguate tecnologie , alla diagnostica di livello per i tumori ( ECO, TAC, RNM, PET ) ai Dipartimenti di oncologia medico-chirurgica , ai servizi di terapia palliativa sino agli Hospice;
                                                                                                    
2.   tempi certi per l’apertura dell’Ospedale del Mare;

3.   destinazione e riqualificazione delle attività dei Presidi del Centro Storico con particolare attenzione per il polo materno/infantile;

4.   adeguamento degli organici alle esigenze della buona sanità; 
   
5.   l’effettivo funzionamento dell’Osservatorio Epidemiologico, che registri con tempestività e puntualità  il modificarsi delle patologie, pediatriche e non,  sul territorio Regionale;

6.   l’immissione dei Policlinici Universitari nella rete regionale dell’Emergenza-Urgenza;

7.   l’avvio di un piano di prevenzione primaria , cioè le bonifiche ed il contrasto ai fenomeni  di immissione  di sostanze tossiche nell’ambiente .

Su tali problematiche il Comitato per la difesa del Diritto alla Sanità Pubblica intende sollecitare una presa di coscienza dei cittadini ed una azione incisiva ed efficace finalizzata al raggiungimento di livelli assistenziali coerenti con il Dettato Costituzionale ed il rispetto della persona. [Alex Zanotelli Padre Comboniano; C.G.I.L.-C.I.S.L.-U.I.L. Fsi p.o. Ascalesi, San Gennaro; Lavoratori Ospedalieri Incurabili; Rete Rione Sanità; Aaroi Emac Asl Na1; Anao Assomed Asl Na1; Centro Culturale Gesù Nuovo Gruppo Sanità; Medicina Democratica]

"sdoppiamento" etero gay?

Molti difendono la famiglia “naturale” dalle coppie  gay. Ma cosa c’è di naturale in un uomo che ha voglia di farsi inculare? Forse che questa voglia derivi dall’insegnamento? Per contro, cosa c’è di naturale nella violenza domestica? Sono due punti che mi interessano particolarmente. Se avere un rapporto con uno dello stesso sesso non è naturale, bisogna però avere l’onesta di dire che non è affatto violento. Due persone decidono indipendentemente se fare o no sesso. Cosa differente è la costrizione. Anche sposarsi tra etero, attualmente, non è costrizione, ma sappiamo per esperienza, e perché i dati ci informano, che la stragrande maggioranza delle atrocità si compiono nel silenzio familiare. Quindi l’equazione violenza/natura continua ad essere la più antica del mondo.

Se è vero che dio ha creato tutto, è altrettanto vero che ha anche creato il contrario di tutto. Il giorno sta alla notte come il sole sta alla luna; il cielo sta alla terra come la vita sta alla morte; la pace alla guerra, il bianco al  nero ecc., ma cos’è che raccoglie tutte queste contrapposizioni?, dov’è il nesso causa effetto che fa scaturire tutte le nostre riflessioni? Se crediamo che il tutto e il suo contrario sono reali allo stesso tempo dobbiamo pur ammettere che esiste una sua contrapposizione.

Il nesso madre, padre, figli nella costruzione di un dio misericordioso non può essere violenta, non si crea una vita per farla soffrire. Gesù aiuta anche i peccatori. Ma quello che qui mi interessa è sapere se gli omossessuali sbagliano. L’errore sta nel fatto che i gay non generano altri gay o altra vita, ma una vita senza attenzione, cioè senza aiuto, diventa morte. Se si crea una esistenza dall’atto sessuale è anche vero che se non ci sono altri atti diversi e costanti la generazione non ha senso, in questo caso meglio abortire. Allora se la giustificazione della famiglia etero sta nel suo mettere al mondo figli, essa non ha argomentazioni nel caso in cui quei figli vengono abbandonati. Non si preferisce l’atto sessuale, ossia la sua procreazione, alla sofferenza e alla solitudine. Quello che più conta è ciò che viene dopo.

Ecco cosa mi convince di più. Se basta solo il rapporto uomo donna per creare… la società, questa stessa società non deve fallire, non può giustificare il dolore così come i suoi sentimenti. In altre parole proprio perché confuto l’atto omo mettendolo in relazione con quello etero, questa contrapposizione mi permette di giungere ad una conclusione attendibile: è falso il rapporto donna/uomo/figlio/a nell’ambito creazione/crescita, proprio perché le due cose non vanno sempre allo stesso modo. Si può creare nuova vita, ma allo stesso tempo abbandonarla, quindi farla morire. In questo caso la natura a volte non è naturale. Per contro un rapporto ti inculo mi inculi, ti lecco mi lecchi ecc. ecc., è legittimo nell’ambito della non violenza, così come non naturale nel caso della creazione.


Se per il caso etero dimostro la sua falsità esso significa che l’atto sessuale genera vita con o senza crescita. E’ garantito l’atto ma non la sua prosecuzione. Quindi due principi contrapposti dimostrano la sua veridicità. Caso “differente” è il rapporto uomo-uomo donna-donna. Nel momento in cui provo che esso è un atto innaturale mettendolo in relazione con quello etero il rapporto si perfeziona nella sua confutazione, ossia nella sua vulnerabilità. Qui in questo caso la parola chiave è difetto. Un difetto di forma e di contenuti porta alla sua perfezione e naturalità, esso si sdoppia affermando la veridicità così come la falsità. L’opposto ha la sua forma nella sua diversità e senza questa diversità (ossia senza gli etero, i gay ecc), essa non è vera e quindi non è naturale. Principio di falsificabilità. [+blogger].   

end

Oggi si conclude la festa di san Vincenzo chiamata in modo strampalata "Benvenuti al rione Sanità". Fin d'ora nessuno si è fatto sentire per la denuncia che noi riteniamo di civiltà. Aspettiamo che il Monacone sentenzi questo avvenimento.   




new festa of munacone

Il manifesto con i bambini che suonano è buono, meno la scritta dove si ringrazia Alessandro Siani, Io avrei preferito ringraziare Mauro Migliazza. Credo che sia vero che la fondazione San Gennaro “incoraggi la cura del bello, del dono e della responsabilità sociale”, proprio per questo chiedo formalmente ai suoi fondatori di firmare una denuncia alla Procura della Repubblica contro tutti quei politici che sporcano il quartiere con i manifesti elettorali. È una “battaglia” di civiltà, documentata su questo blog e su altri social network.

Dalla brochure e da un’altra fonte amica, apprendo che “gli eventi si susseguono in modo particolare dal 3 al 9 luglio, fintantoché il tusello con il santo fa una toccata e fuga attraverso la principale arteria del rione; insomma bisogna fare le corse per vedere san Vincenzo…” beh, un po’ di umorismo non fa male. “Rassegna musicale, spettacolo a sorpresa, visita guidata, mostra fotografica, torneo di calcetto, maxi schermo”… forse diretta tv. Un evento organizzato bene, che deve far parlare i media italiani (attenzione, questi ultimi condannano in un secondo).

Un evento che riesce è sempre una soddisfazione, ci sono quelli che ci credono e fanno di tutto per portare avanti la loro idea. Ma dall’idea che sviluppa progetti non deve e non può arricchirsi una sola pizzeria, un solo tarallificio, una sola pasticceria. Questo è un principio individuale che non ha mai portato il benessere collettivo, né porterà il benessere del rione. I bambini dell’orchestra Sanitansamble stanno avendo ragione per bellezza e capacità, così come spero che l’equilibrio mantenga sempre questa realtà.

Qui, su questa pagina, da oltre 8 anni le mie teorie sono in parte isolate, anche i più radicali a volte mi contestano. Ma come diceva un vecchio con la barba, dal conflitto nasce lealtà. Si precisa, non dalla guerra. Insomma questa manifestazione senza neomelodici ha un sapore strano anche se in passato c’era il politico e il furbetto di turno. Spero vivamente che questa edizione, che ha rinnovato completamente lo scenario, il tornaconto e i benefici siano solo a vantaggio della gente del rione Sanità. PS Anche il titolo “Benvenuti al…” poteva essere risparmiato [+blogger]

stop campo estivo

Questa volta i 100 e passa ragazzi del rione non ce l’hanno fatta a fare il campo estivo. Non sono bastati gli sforzi dei volontari e della gente che già da diversi anni sostengono questa iniziativa. Peccato! Ogni estate, sette giorni a Posillipo e sette giorni nel rione: condivisione, studio, riflessioni, giochi, animazione, invenzione e creatività. Una cosa non è chiara: il campo si fa a luglio, per dare spazio agli operatori,  quest’anno il bando non prevede tale mese. Quindi non prevede l’apporto degli operatori, ma senza di essi è praticamente impossibile farlo. E’ un controsenso oppure sono io che non capisco determinate regole?


Annovero un’altra “sconfitta”, anche se, dice Milan Kundera, Un uomo in grado di pensare non è sconfitto anche quando lo è sul serio… E noi tutti pensiamo di fare. Di fare come quella mamma che qualche anno fa s’è visto il figlio tornare a casa, “mi dispiace signora i posti sono esauriti, quest’anno ci sono più di 110 ragazzi”. Non indebolita delle argomentazioni si è presentata lei e il figlio un’ora prima che partisse io pullman in piazza san Vincenzo. “Mio figlio sta male, vi prego, vuole stare con i suoi amici e se non ve lo portate, ve lo giuro, lo ricoverano”. Scena o controscena anche se solo si tratta di una finzione, vale sempre la pena di recitarla. [+blogger] 

fesserie ragionevoli

I miei pensieri sono così strani e così assurdi che a volte faccio fatica a ripensarli, li nascondo dentro di me e quando riaffiorano mi vergogno di averli considerati. E’ strano per uno che è abituato a vivere la normalità come fonte d’ispirazione classica, come dettame di vita e di crescita. Eppure non riesco ancora a capire quali emozioni o perversità animano questi multi stadi della personalità. Non credo che io sia l’unico a vivere questi contrasti (se di contrasti si tratta), ma l’illusione della scena che dobbiamo sostenere è immancabilmente più marcata e legittima rispetto a quello che ci passa per dentro. Ecco perché: un re e una regina, un capo di stato e di governo, un prete e un vescovo, un famoso industriale e un grande attore, una pornostar e un fachiro dicono tutti ragionevolmente fesserie per contrasti. [+blogger]     

guerra ai barconi

Una nuova guerra all’orizzonte, questa volta in Libia. L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari Esteri, on.le Federica Mogherini, sostenuta a spada tratta dal governo Renzi, chiede mandato per un’azione militare per distruggere i barconi degli scafisti nelle acque libiche e bloccare così l’esodo dei profughi. Il documento europeo che fa da cornice per le tutte le iniziative in tale ambito, il “Crisis Management Concept” e la conformazione della squadra navale “EUNAVFOR Med” lasciano trapelare ipotesi allarmanti. Perché, oltre a abbattere i “barconi”, si ipotizzano anche interventi, via terra e via mare, per distruggere le “strutture” utilizzate per il traffico di esseri umani, come ad esempio i depositi di carburante. Con quale dibattito parlamentare preliminare? Con quali consensi? Con quale scopo questa nuova assurda azione militare? Con il pretesto di salvare i profughi da morte nel Mediterraneo, si preparano altri disastri umani. Perché, anche se riuscissimo a distruggere i barconi degli scafisti, non faremo altro che aggravare la situazione di milioni di profughi sub-sahariani, mediorientali e asiatici. Le denunce di Amnesty International sono già allarmanti in merito alle torture, massacri, abusi e violenze sessuali perpetrate contro i profughi. “Non è più possibile chiudere gli occhi – afferma Philip Luther di Amnesty – e limitarsi a distruggere le imbarcazioni dei trafficanti senza predisporre rotte alternative e sicure. Altrimenti, condanneremo a morte migliaia e migliaia di rifugiati, ma questo avverà lontano dai casti occhi degli europei e dei media”. Quali strategie sta seguendo questa Europa armata e interessata a un’unione più finanziaria che di popoli e diritti? Purtroppo, è la stessa, medesima, via del Processo di Khartoum che prevede di trattare con i governi dei Paesi da cui provengono i profughi e costruirvi campi di raccolta nei Paesi di origine, come il Sudan o l’Eritrea. Perseguendo questa politica, l’Unione Europea, tramite il Fondo Europeo per lo Sviluppo, elargirà entro il 2020, 312 milioni di euro al governo eritreo, senza richiedere il rispetto dei diritti umani! Fondi che sono stati sbloccatigrazie alla visita in Eritrea di una delegazione italiana (24-26 marzo 2015). Chi pagherà questo protagonismo bellico italiano? Saranno proprio i profughi che il governo di Tripoli, vicino ai Fratelli Musulmani, incomincia già ad arrestare e a rinchiudere in nuovi campi di concentramento. Saranno proprio loro, i rifugiati, a pagare il prezzo più alto per questa azione militare, presentata farisaicamente come un’operazione che mira a salvare vite umane! Quanta ipocrisia! “Si pensa di punire chi si occupa dell’ultimo tratto del viaggio – ha dichiarato il generale Fabio Mini – e non i governi degli Stati che alimentano la violenza, la corruzione e la guerra creando le condizioni dalle quali i migranti vogliono fuggire”. Esprimiamo, insieme, il nostro dissenso a questo nuovo intervento armato. Chiediamo all’Unione Europea di non dare copertura a un nuovo intervento armato. Chiediamo che siano poste in essere strategie plurime e coordinate in tema di migranti. Chiediamo all’Unione Europea di far pressione sulla Tunisia e sull’Egitto, perché aprano le loro frontiere per accogliere i rifugiati intrappolati in Libia, e concordi con l’Egitto e la Tunisia l’apertura dei corridoi umanitari per permettere ai rifugiati di arrivare in Europa. Questa sì potrebbe essere una vera soluzione per i profughi e segnerebbe la sconfitta degli scafisti e delle organizzazioni criminali. Ultimo, non certo per importanza, chiediamo ai Paesi dell’Unione Europea e al nostro governo che cessino di vendere armi ai “signori della guerra” in Libia. Perché “la guerra è una follia”. [alex zanotelli mosaicodipace.it]

napule è mille culure


Ascoltando la canzone di Pino Daniele la squadra del Napoli diventa altro, acquista freschezza, poesia, armonia. Il calcio è inquinato purtroppo così come ogni aspetto della società dove i termini del linguaggio economico sostituiscono l’essenza. Guardando una partita, chi perde è solo il tifoso, chi fa del suo bisogno un modo per dimenticare. Quest’anno la squadra ha deluso, ma mantiene una costante, anche in passato è successa la stessa cosa. Fuori l’allenatore, fuori i giocatori con poca passione, fuori i tecnici.

La città si fa inghiottire dal Vesuvio che da troppo tempo è in silenzio. Anche l’intolleranza ha perso le sue assurdità. Il calcio Napoli scende nell’inferno come una provinciale fino ad innalzarsi, per contro, nell’azzurro blu di volare. La musica rallegra così come “Giulietta è na zoccola”; gli scambi invece raggelano, impietriscono, fanno schifo. Chi guarda spera. Intanto si allargano le maglie, si fanno accordi, disaccordi, neanche il tempo di abituarsi che subito un giocatore lascia. Sì, va bene, il calcio è cambiato così come cambia la società, ma un tifoso che ama la sua squadra, beh io quello non sono tanto sicuro che è cambiato.

Quest’anno siamo rimasti all’asciutto, per divertimento abbiamo tifato Barcellona, cantiamo ancora “Maradona è meglio ‘e Pelè”, ci siamo svegliati senza Pino Daniele e senza Francesco Rosi. Le mani sulla città e anche sul nostro quartiere le stanno mettendo gli altri, che da Posillipo, dal nord Italia, dall’Inghilterra, dalla Scozia, dalla Francia, stanno acquistando case per creare B&B. Napoli vince come la sua squadra la super coppa, Napoli dei poveri ha sempre vinto. Senza calcio si vive comunque, così come senza spreco e senza surplus. Forza Napoli [+blogger]