comunicato stampa

Ieri 30 maggio dalle ore 10.00 alle ore 14.00 si è svolta in Piazza Sanità la manifestazione “Percorsi tra Borgo Vergini e Piazza Sanità”, organizzata dall’Associazione “Vergini Sanità”. L’evento ha dato prosecuzione alle attività di cittadinanza attiva e democrazia partecipata con la presenza di stands, la costruzione in loco di laboratori condotti da esperti di settori diversi (documentaristica, giornalismo, fotografia, gastronomia, artigianato artistico, arti visive), la realizzazione di performances artistiche.

Quanto proposto, nel quadro della promozione delle istanze e degli obiettivi della Manifestazione d’Interesse “Riqualificazione Urbana dell’Area Vergini Sanità” presentata ufficialmente all’Amministrazione Comunale (Prot. Ric. N. 106) da un Comitato Civico di quartiere nel quadro del Grande Programma per il Centro Storico Patrimonio UNESCO.
La Manifestazione d’Interesse, sottoscritta da 45 realtà del territorio in buona parte presenti in piazza, ha ricevuto l’ interesse dell’Assessore Nicola Oddati, con delega dell’Amministrazione Comunale per il driver “Cultura”, affinchè diventi lo strumento istituzionale di dialogo tra Istituzioni e cittadini quale esperienza pilota per la riqualificazione del Centro Storico attraverso una metodologia di intervento espressiva del diritto alla pratica di cittadinanza attiva e democrazia partecipata.

“La pratica di cittadinanza attiva e di democrazia partecipata è uno strumento indispensabile - ha affermato Francesca Pagetta del “Comitato Civico di Quartiere Promotore della Manifestazione d’Interesse”, durante l’incontro in Piazza con l’Assessore - per una politica che finalmente ci includa nei processi decisionali. Infatti, anche la migliore delle opportunità rischia di vanificarsi se calata dall’alto e non partecipata. Oggi intendiamo richiedere la programmazione di una pratica di condivisione delle scelte strategiche utili ad una riqualificazione urbana che veda gli abitanti quali attori principali della valorizzazione del tessuto sociale e non solo utenti finali.” Impegniamoci tutti a verificare che le promesse vengano mantenute.

vergini sanità... dopo

LE PRIME FOTO DELLA MANIFESTAZIONE BORGOVERGINI E PIAZZASANITA'

LE IMMAGINI DEL PERCORSO A PIAZZA SANITA'


vergini sanità bis

Domani 30/05/2010 dalle ore 10 alle ore 14 festa a piazza Sanità con la partecipazione delle associazioni artigiani le scuole del quartiere. Oltre agli stand tradizionali sul palco ci saranno lo spettacolo della scuola Ozanam, dell’associazione Sott ’O Ponte, Antonella Monetti, e un gruppo musicale Srilankese. Si parlerà di microcredito, di acqua pubblica e del progetto UNESCO per il rione.

Tre laboratori, sono invitati tutti i bambini a partecipare, sull’arte di costruire i presepi, sul giornalismo online e sulla fotografica; inoltre un esperta mostrerà come si decorano i cibi per le feste, mentre alcuni ragazzi di una scuola calcio si esibiranno con un pallone virtuale, una degustazione di mozzarella e altri prodotti artigianali del luogo.


...non più burattini

La città antica non è solo centro antico, ma antica, antichissima periferia; dove passa la strada che i napoletani percorrevano l’ultima volta nella vita, e qui sepolcreti greco-romani, e poi cristiani, ne sono fulgidi testimoni; dove transitavano in carrozza Papa, re e Cardinali; dove vive e resiste l’opera nelle mani dell’uomo, robuste di sapienza, bravura e onestà; […] Un tetro ponte illuministico ci ha isolati, scavalcati e sepolti. Ma noi risusciteremo, non più cave da antropologia culturale, non più burattinai di luoghi comuni, non più ghetto di rarità sociologiche. Noi siamo Napoli, la città antica e sorprendentemente nuova; siamo la civiltà mediterranea, ieri come oggi all’Europa ed al mondo intero. [giuseppe rassello]

Così l’ex vice parroco della basilica di San Severo, poi parroco della basilica di S. M. della Sanità, descriveva il quartiere, Napoli, la città aperta, accogliente e inimmaginabile. Oggi Alex Zanotelli in una piccolissima casa a livelli si batte per gli altri, così come la rete Sanità e tutti i cittadini che intendono riappropriarsi dei beni comuni e storici. Napoli non è mai risorta perché non è mai tramontata, essa giace sotto una cappa di etichette livide e pregiudizievoli. Ma se date speranze gli sguardi assopiti, trasversali, illusi e disincantati si trasformeranno in limpidi, armonici, sereni e rilassati. Difficile il cammino insieme e con le stesse idee, ma quel poco che si muove, che fa rumore, che si infiamma è linfa per il futuro e sostegno per gli esempi che verranno. [+blogger]

cimitero occupato


video

cimitero e altro

Oggi l’incontro con Oddati: rassicurazioni, impegni, previsioni… ma perché le Istituzioni hanno aspettato così tanto tempo per risolvere la questione dell’ossario delle Fontanelle? Perché un posto così importante, un luogo storico, artistico, culturale è restato chiuso per così tanto tempo? In passato si era parlato di un cedimento strutturale, poi erano stati spesi diversi milioni di euro per ripristinarlo, e chiuderlo definitivamente nell’incredulità di tutti.

Un luogo dove sono ammassare migliaia di ossa, dove il culto delle anime purganti non è mai finito, dove numerosi registi hanno girato metri e metri di pellicola, moltissimi studiosi hanno scritto libri, articoli e testi scientifici, un luogo sacro d’importanza cruciale sia sotto il profilo storico che culturale.

Quelle poche visite che venivano organizzate (si apriva e di chiudeva per poche ore all’anno), erano gestite da guide inesperte, molte volte improvvisate per l’occasione, poco informate e senza un briciolo di competenza. I lavori, che sono terminati circa 7 anni fa, hanno in parte snaturato il luogo. Centinai di ossa buttate e rotte dentro un fosso, tappate poi da un vetro per mascherare l'assurdità. Per spostarle sono state staccate in modo indiscriminato: ci spiegano che è un regalo di chi si è occupato di salvaguardare la struttura. Menomale che voleva salvaguardarla.

Appena si entra nell’ossario c’è un enorme scaffale dove, prima dei lavori, sembrava che le ossa ti cadessero addosso (calcificate nel tempo). Oggi quello stesso scaffale ha le ossa dei defunti tutte allineate e perfette; per fare questo significa che sono state staccate con la forza, rotte sicuramente e buttate chi sa dove. Visitando il cimitero si vedono enorme centraline della luce appese alle balaustre, per un sistema di illuminazione che poteva essere sicuramente fatto in un altro modo.

Il cimitero è stato in parte snaturato, alcuni "utensili di scena" sono stati messi lì a bella posta, ma che bisogno c’era? L’ossario è un luogo magico, straordinario, lasciato così come era parlava la storia, la tradizione, il culto. Invece la mano dell’artefatto ha colpito anche contro le imprecazioni delle anime purganti. [+blogger].

un giorno purgante






occupato il cimitero


Tutto in gran segreto, riunione, organizzazione, proposte e in seguito, azione. La rete Sanità, la Paranza, padre Alex Zanotelli, Insurgencia, don Antonio Loffredo, il blog del rione sanità. Atto inaspettato, deciso a ridare al rione l’ossario delle Fontanelle chiuso da circa 15 anni. Dai “bassifondi” di Napoli partono azioni di civiltà e di partecipazione, il rione ancora una volta in prima fila per la riappropriazione della cosa pubblica, come atto dimostrativo, come atto che scardina le incoerenze e le perplessità.

Intorno alle 18 una cinquantina di persone, ragazzi, adulti, suore, preti, qualche giornalista infiltrato grazie ad una talpa, insieme per ridare dignità ad un luogo, ad un’opera d’arte, bistrattato dal Comune di Napoli, ignorato, trasfigurato nella sua storia, nella sua tradizione, nelle sue bellezze. Così il Cimitero delle Fontanelle “rivede la luce”, dischiuso dai cittadini, dalla sua gente che ancora crede nelle anime purganti.

Un atto di straordinaria educazione, di straordinario sviluppo. Questa sera alle 21 gli occupanti spiegheranno il perché di questa occupazione, ma non è facile intuire le loro ragioni. Un luogo troppo importante per essere ignorato, inspiegabile il “silenzio” delle Istituzioni e degli organi preposti. La gente ha voglia di “rivivere”, di pregare per intercessione di un teschio; creare di nuovo quello spazio che intercorre tra l’indefinito e la certezza, un modo per riconoscere e riconoscersi, una sensazione che si sposta all’infinito, che appare nitido e sensazionale: un gesto che distingue ancora una volta la storia. [+blogger]


sputa sentenze

Come siamo bravi a sputar sentenza, bravi a scrivere senza firmarsi, come se la faccia fosse un optional buona solo per trangugiar traguardi. Ma la questione degli alberi della Sanità sprofonda su facebook, povera chi invece non sapendo che la questione diventasse pubblica si trova a dover confondere le idee di molte persone.

Internet a volte è una lama a doppio taglio, anche se stavolta chi non vuole farsi sentire si firma anonimo. Qualche coraggioso, apprezzato molto dalla redazione, si mette in discussione, commenta, litiga e critica anche il blog. Molti però che sono stati invitati a scrivere, chi sa perché, non presentano il loro conto in termini di “grafica” o altro. È la solita minestra del cane che si morde la coda. Allora se qualcuno scrive, a volte anche sbagliando, si trova ad essere più coraggioso di chi butta la pietra e nasconde la mano. Questa è un questione di stile ma che non tutti percepiscono, spesso chi ha voglia di parlare tace per viltà o per presunzione.

Un blog nasce per la libertà di sentire, di scrivere anche delle assurdità, poi tocca a chi di competenza sdrammatizzare o correggere se tale scritto offende o denigra. Ma scrivere e poi non firmare equivale a sputare in cielo. Naturalmente questo non significa che il blogger toglierà l’opzione anonimo, se un invisibile ha voglia di sputtanare qualcuno che lo faccia pure, tanto la questione non si pone, l’invenzione è pur sempre un’”arte”. [+blogger]

non storia

Come ho già scritto ascoltando e guardando Ebe Alongi, nessuno ha più tempo per le poesie, per la ricerca di quello che si sente dentro, di quello che si vive e si vuole dimostrare. La poesie è bistrattata anche se il filmato di cui sotto dimostra il contrario. I numerosi commenti ci spiazzano e ci fanno gioire perché forse i “buoni” sono realmente nascosti, stanno davvero aspettando, esultano nell’euforia che un giorno tutto diverrà silenzio.

Qui, nel rione Sanità, in una Napoli affossata, dimagrita; qui, nella città purgante, dove la bestemmia è un ossimoro, dove il lavoro è disonorato e sui muri scostati e putridi la pioggia lava le illusioni del malato mentale, ci si sveglia impauriti e allegri, storditi e coscienti, pronti a rappresentare un altro luogo, un altro tempo, un altro vuoto.

Ebe rappresenta le tante anime che si muovono, che hanno voglia di raccontare, di parlare, di capire, di essere. Il quartiere che apre le sue finestre, dove l’odore dei panni stessi si confonde con i gas di scarico delle auto e degli scooter, in una Napoli frenetica e lenta, dove chi lavora per non soccombere si adagia sulle mille rappresentazioni, dove chi raffigura la sua innocenza adotta le sue ragioni nelle strade e nel caos, nell’assetto di un qualcosa già costituito e perverso, impera la volontà di “mostrarsi”, di intraprendere, di reagire, di vivere.

“Qui, dove qualcuno definisce “la terra dolente, la terra di camorra, di inciviltà, di persecuzioni e distruzione”, c’è la storia non raccontata di migliaia e migliaia di ombre, di migliaia e migliaia di ossa, di migliaia e migliaia di uomini. Ebe Alongi è una tra le tante donne semioscure che nella penombra racconta la sua immagine. [+blogger]

pennellate di parole

La poesia non serve più? Non ha più voglia di essere ascoltata? La poesia è inefficace? è superata? poco incisiva? pallosa? Per il blog ha appena 93 anni, si chiama Ebe Alongi, e vive tutt'ora alla salita stella, rione Sanità.


“Pennellate di parole” di Ebe Alongi una poetessa che abita da più di 30anni nel rione. Giovanissima con i suoi novantatre anni con uno sguardo da “bambina”, così come le sue poesie “naturali” ed animaliste. Lo sfondo della guerra, di un ricordo lontano, un bonsai di lettere, di illuminazioni e riflessioni. Una produzione: quartieresanita.blogspot.com - intervista mauro migliazza - montaggio peppe de costanzo.

vergini sanità

La manifestazione “percorsi tra borgo Vergini e piazza Sanità” è stata rimandata, la pioggia di questa notte, ancora adesso abbonda, ha impedito l’apertura degli stand espositivi anche se qualche “eroe” ha voluto montarlo per coerenza. Rimandato il tutto in un futuro prossimo.

La cosa che mi è piaciuta di questa “storia finita male” per adesso, è stata la tenacia di certe mamme e di altre persone che si sono presentate per l’evento. Nonostante la pioggia incessante una trentina di individui (il fotografo, il guantaio, l’artigiano del legno ecc, ecc,), sono scesi occupando l’ingresso della basilica di santa Maria della Sanità, così come una diecina di bambini e una maestra di scuola elementare.

Insomma nessuno si è spaventato per l’acqua, qualcuno invece si è lamentato, voleva partecipare in allegria con la bufera. Una ottima iniziativa, un modo singolare per dire altro: la gente ha voglia di fare, di parlare, sentire e partecipare. [+blogger]

siamo alla frutta

Il senatore Giorgio Stracquadagno PDL, 15mila euro al mese, ha affermato che dovrebbe essere pagato di più rispetto ai suoi colleghi politici: tra viaggi di “lavoro”, le cene che a volte “è costretto” ad offrire, la donne di pulizie e l’affitto di 1500 euro al mese la differenza, di chi non si presenta in Parlamento e chi, come lui, lavora realmente da vero stacanovista, deve marcare la qualità e quindi la remunerazione.

Certo 15mila euro al mese sono miseria rispetto ad un operai che ne guadagna 1000 o un disoccupato che non percepisce affatto lo stipendio. È giusto e onorevole far guadagnare di più, e a chi lavora di più… ma certo mica ci potevamo aspettare di diminuire i soldi dei nostri rappresentanti, era lecito aumentare la sacca sempre “mezza” piena.

Scrive “La Stampa”: “Gli italiani sono gli onorevoli più pagati dell’Occidente: una busta di oltre 144 mila euro (più spese), contro gli 84.108 di un loro collega tedesco, gli 81.600 di un inglese, i 62.779 di un francese, i 35.051 di uno spagnolo e i 7.369 di un polacco, fanalino di coda delle indennità parlamentari in Europa”.

Questa è la nostra politica, qualcuno dice che c’è la meritiamo, altri affermano che per smascherare il potere non bastano 10, 100, 1000 anni. Un risentimento è sempre un modo per affermare la nostra repulsione, un risentimento che non ha precedenti nella storia. Una miscela di ignoranza, [s]professionalizzazione, inefficienza e presunzione non si era mai vista prima e forse, in futuro, non si vedrà mai più. [+blogger].

grande abbuffata

Tempo addietro una proposta indecente suscitava scalpore, meraviglia, sgomento, oggi serve per lo share televisivo di prima serata. Credo che la trasmissione “Il Secchione e la Pupa”, sotto questo aspetto, sia a dir poco geniale. Attualmente è così radicata la stupidità televisiva, ma non solo quella, da non suscitare più clamori per le boiate senza senso.

Queste non hanno fatto scalpore! Uno politico, non ricordo come si chiama, ha lanciato una proposta per euro 1000 al mese, come bonus solitudine, alle figlie zitelle di dipendenti della pubblica amministrazione. Un altro politico di professione, invece, ha suggerito di creare dei nuovi “senatori a vita”: tutti quei dirigenti che hanno ricoperto cariche pubbliche importanti, come il sindaco, il presidente della regione, dovrebbero svolgere per sempre, stipendiati da noi, cariche pubbliche di responsabilità. Ieri ascoltando la radio ho sentito un tizio, credo anche lui uno che si guadagna lo stipendi alla Camera o al Senato, che si lamentava del fatto che i suoi colleghi avevano il suo stesso stipendio. La sua proposta era quella di aumentare il guadagno di un parlamentare che lavora di più rispetto a quello che lavora di meno.

I leghisti dicono che con la bandiera italiana si puliscono il culo, tifano padania, ma poi quando si tratta di intascare a fine mese, essi non pensano che vengono pagati anche da quelli del centro e sud. Altro che proposta indecente, queste è una “Grande Abbuffata”! [+blogger]

un giorno… che guarisce

Un giorno dovremo arrivare a capire che bisogna trasformare l’intera strada per Gerico, in modo che gli uomini e le donne non continuino ad essere picchiati e rapinati mentre sono in viaggio sulla strada della vita. La vera compassione non si limita a gettare una moneta al mendicante, ma arriva a capire che, se produce mendicanti, un edificio ha bisogno di una ristrutturazione. Le parole di Martin Luther King risuonano vive nel cuore di chi sperimenta giorno per giorno rabbia e impotenza per il dolore dei luoghi dei senza fissa dimora. Il numero cresce giorno dopo giorno e diventa sempre più difficile vedere riconosciuti i loro più elementari diritti sanciti non solo dalla Costituzione ma dalla Dichiarazione Universale dei Diritti umani del 10 dicembre 1948, art. 25.

…ogni individuo ha diritto a un tenore di vita sufficiente a garantire la salute e il benessere proprio e della sua famiglia, con particolare riguardo all’alimentazione, al vestiario, all’ABITAZIONE… Si dimostra invece nel tempo la sorprendente capacità di assimilare e neutralizzare ogni proposta capace di mettere in discussione il sistema, in questo sistema, anzi, si utilizza la solidarietà ed il volontariato. La pubblicità che Napoli riceve ripetutamente ha molto a che fare con la necessità di mettere in risalto “la bontà interessata” di coloro che vivono di queste disgrazie. Come nella parabola del buon Samaritano, esempio di solidarietà, se non si assiste ad un utilizzo strumentale del “sociale”, si assiste all’incapacità degli uomini di provare compassione per chi soffre, gli uomini di oggi sono schiavi della stessa legge di cui parla la parabola, una legge ben più forte della capacità stessa di scegliere tra il fermarsi o l’andare oltre…e, ancora, la parabola ci restituisce il senso autentico di “casa”. La casa è infatti il luogo dove si ricostruiscono le relazioni, dove i bisogni della persona sono garantiti…

Il testo del buon Samaritano evidenzia una grandissima verità: la nostra appartenenza a Dio la decide il nostro amore per il prossimo. La curiosità del maestro della legge che chiede a Gesù E chi è il mio prossimo? è ben presto risolta: non si tratta di sapere chi è il mio prossimo ma come io posso farmi prossimo-vicino, soprattutto di chi soffre. Ancora una volta è l’invito a uscire da se stessi e ad andare verso chi ha bisogno. Nella misura in cui saremo capace di fare abitare l’altro con tutto il suo dolore dentro il nostro corpo, scopriremo il senso profondo della vita. [Sintesi tratta dall’art. L’Amore che guarisce di Domenico Guarino in CombonFem Magazine, Febbraio 2010]

maggiodeimonumenti


l’abuso dei paletti

Da circa due mesi, illegali per legge, ma ancora lì per gli uomini che nutrono fede verso il supermercato di via Sanità, i paletti abusivi messi a bella posta per usufruire del servizio di scarico merci, rimangono fermi, inusitati, ad aspettare che qualcuno di buna volontà li tolga per devozione o per grazia. D’altronde la Sanità è piena di paletti abusivi ma questi colorati, fluorescenti, nuovi di zecca, hanno un qualcosa in più, sono intrecciati con una catena che assorbe quasi 5 metri di spazio, inutile dire che un carrozzina per paraplegici saprebbe come scavalcare per superarli. Non sono bastati quattro fonogrammi all’ufficio tecnico e tre alla Municipalità, il resto ai vigili urbani che, nell’impossibilità di eseguire “l’esproprio”, non intervengono ancora anche se lo spazio occupato abusa di un posto auto per diversamente abili.

Naturalmente si perde tempo anche perché non si possono togliere solo quest’ultimi, il rione trabocca di paletti di tutti i tipi, colore e dimensione. Giusto anche il lamento di qualche commerciante che replica: “senza di essi non saprei come aprire la mattina”… c’è sempre un parcheggiatore distratto che ferma l’auto per mostrarla ai pipistrelli la notte. Naturalmente se Maometto non va… qui non viene nessuno. Un problema come ogni altro, di poca importanza. Dobbiamo anche dire che i poveri commercianti non sanno proprio come rifornirsi, è una questione di costume, Di costume? E’ si! Se la guerra per il parcheggio selvaggio, non fosse così arrivata alle estreme conseguenze, il rione sanità potrebbe salvare molte più vite umane. L’ambulanza quando passa per il quartiere impiega tantissimo per arrivare all’Ospedale San Gennaro. Se a vico Carrette o a vico Tronari succede un incendio, se per caso va a fuoco una casa, non ci sarà scampo per la nostra ignoranza. [+blogger]

discriminare gli evasori

L'altra sera a “Parla con me” la Dandini chiuse la serata con il giornalista economico Roberto Ippolito. L’intervista parlava degli evasori fiscali, del lavoro nero e della povertà. Il nostro paese risulta essere tra i primi in Europa per corruzione al fisco: il lavoratori a nero risultano essere 2.996.mila unità, il 12% della massa complessiva di stipendiati e salariati; praticamente ogni 8 lavoratori 1 è irregolare. Pensate che a Padova la guardia di finanza ha scoperto che in un albergo imprenditori e manager prendevano lezioni su come eludere le imposte.

Solo la Grecia ci batte per mancati pagamenti al fisco, ma sappiamo tutti quello che sta succedendo nel paese ellenico. L’autore parlava di una sorta di discriminazione che l’Italia attua nei confronti degli evasori. Parlando dello scudo fiscale, che non avrebbe favorito il ritorno di capitali (diverse sono le stime della Banca d’Italia), esso avrebbe privilegiato chi ha esportato capitali all’estero furtivamente, senza tener presente chi invece li nasconde in casa nostra furbescamente. Aliquota addio!

La chicca è che, dati dell’Istat, un italiano su quattro paga imposte su reddito pari a 0 (zero). Con il recupero dei crediti e le relative ammende noi, lo stato, la nazione, dovremmo recuperare circa 100miliardi di euro, cosa importa poi se un milione di euro in più o in meno. Come dire: diamo a Cesare quelle che è di Nerone [+blogger].

meglio tacere!

NOI stiamo in mezzo, dentro, catastati, cervello e intelletto in upload , braccia pigre, mani umide, fronte aggrottate, rughe, visi pallidi, bianchi, anzi no neri, come la pece puzzolente che incastra i san pietrini, lurido paradiso, cono all’incontrario, angelicato, donna inopportuna, BASTA!

Un ministro, Claudio Scajola, si dimette perché avrebbe comprato un appartamento a nero; il senatore Giuseppe Ciarrapico, indagato per truffa e contributi all’editoria illeciti; un ex assessore della regione Lombardia, Pier Gianni Prosperini patteggia la reclusione, coinvolto in un vortice di tangenti; la più grande azienda di calcestruzzi Spa di Bergamo vende cemento “acquoso per costruire case di riposo” facendo affari con la mafia; i tre maggiori avvocati della fiat, storici collaboratori, accusati di aggiotaggio. l’Arpac (l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Campania), affonda nelle irregolarità, ogni estate, quando fa caldo, i dipendenti sostano le auto con il motore acceso, dicono di sentire caldo e nell’abitacolo l’aria condizionata è indispensabile; alcuni carabinieri che ricattano l’ex presidente della regione Lazio. Per non parlare degli intoccabili: Silvio Berlusconi e i suoi processi, no comment!; il Papa e la pedofilia, no comment!; l’ex presidente della regione Livio del Turco; Previti, Cosentino, Bertolaso, Bassolino, Mastella (lui e lei), Dell'Utri… fino a chi ci fa esultare e battere il cuore, come gli evasori Valentino Rossi, Riccardo Cocciante, Paolo Maldini. E cosa dire dei leghisti che definiscono la bandiere italiana carta stracci, ma poi non demordono a infilarsi in tutte le Istituzioni, pagati profumatamente anche dagli italiani non padani.

NOI stiamo in mezzo, dentro, catastati, cervello e intelletto in upload , braccia pigre, mani umide, fronte aggrottate, rughe, visi pallidi, bianchi, anzi no neri, come la pece puzzolente che incastra i san pietrini, lurido paradiso, cono all’incontrario, angelicato, donna inopportuna, BASTA! [+blogger]

adesco


sottosopra nel cimitero

Napoli è una città nobile sopra, in collina, il Vomero, Posillipo, signori ricchi di indole perbene, aria buona, alberi, parchi. Sotto i quartieri Spagnoli, Montesanto, la Sanità. Luoghi che spezzano la città in due, se vogliano [s]considerare le periferie come “non luoghi”, dove buona parte di napoletani si sono rifugiati per viltà. Anche nel cimitero di Poggioreale si conferma questa configurazione spaziale, con una caratteristica che ribalta la tendenza: sotto, ai piani bassi i nobili, i ricchi e benestanti; ai piani superiori, qualche tirchio e gli impiegati (primo, secondo piano), ancora più su gli operai e i nulla tenenti che, all’ultimo piano della palazzina, occupano il sesto o il settimo loculo. Per pregare hai bisogno della scala altrimenti da giù, rischiando un forte torcicollo, implori la madonna sperando che nessuno debba passare per il corridoio stretto e lungo.

Stamattina mi è successo una cosa simile: mio padre, operaio licenziato senza liquidazione, e con i contributi pensionistici al minimo, dopo 40 anni di lavoro è morto scegliendo il loculo superiore al 4° piano di una palazzina che, per fortuna, vanta di avere l’ascensore. Che delizia, dopo aver vissuto in un palazzo con barriere architettoniche nel rione sanità, finalmente un altro stabile degno della sua persona, con l’ascensore per le anime purganti. Quando arrivo, la prima cosa che faccio è prendere la scala, se per caso è occupata aspetto il mio turno e, appena libera, essa mi porta in alto fin quasi a toccare con la testa il soffitto imbiancato da poco. Passano circa 2 minuti e da sotto sento uno più nobile di me, credo che la sua famiglia occupa il primo loculo in basso, quasi il doppio di quello di mio padre che, vestito con i panni della domenica, con figlioletta piccola e moglie rigorosamente in nero con un decoltè da svenimento, mi dice testuali parole: “ci vuole molto?”.

Non rispondo subito. Continuo a tenere la mano appoggiata alla foto che mostra il mio caro in giacca e cravatta. Il signore nobile alza la testa e mi guarda in continuazione. Appena distolgo lo sguardo, abbasso gli occhi e mi accorgo che ha un bel bouquet di fiori nella mano sinistra, insieme a lui mi guarda anche la figlia piccola. La moglie invece non alza gli occhi, ma io vedo ben altro da lassù. Accenno a qualcosa come, “prego”, scendo dalla scala e mi faccio da parte. Lui aggiusta i fiori, prende l’acqua, bacia anche gli altri loculi, dopo 10 minuti di iniziazione posiziona tre sgabelli vicino alla tomba. Si siedono lui e la sua famiglia, un silenzio che è interrotto solo qualche volta dalla piccola.

Avrei voluto abboffarlo di parole, di imprecazioni, avrei voluto essere maleducato, incivile, abbietto, volgare e cinico. Invece non ho detto una parola, ho pensato invece, che lui e il suo loculo sono sotto, mio padre invece sopra, forse più vicino a Dio, Buddha, Allah, Maometto... finalmente ce l’abbiamo fatta, finalmente quando hai vissuto per tutta la vita nei bassifondi napoletani alla fine ti ritrovi superiore, ti ritrovi nobile e ricco. Ma poi ripensando meglio: che senso ha tutto questo? [+blogger, scusate il napoletano!]

ricordati di santificare le feste